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E Tablo prende il volo ...............

RADIO.ORG  ecco a voi l'intervista di Laura Gorini (Servizio stampa di 'Aveit) a TABLO.

Nicola Tabellini in arte Tablo. È questo il nome di un giovane e promettente cantautore e polistrumentista bresciano che ha appena dato alle stampe “ Il giorno del metronomo”, il suo primo album ufficiale per ‘Aveit, casa editrice musicale e letteraria rovatese.
Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio...

Nicola perché hai scelto di farti conoscere dal grande pubblico con il nome di Tablo anziché con il tuo nome e cognome di battesimo? Tablo suona come un nome spagnolo, ma non ha importanza. Tablo in realtà è un nome molto comune in Giappone, ma non ha importanza.( ride di gusto)
La verità è che Tablo è una strampalata sintesi del mio cognome che mi è stata affibbiata circa dieci anni fa. Anzi, ti dirò di più: molta gente che conosco non sa nemmeno quale sia il mio vero nome. Per la mia musica mi è sembrato giusto essere chiamato con il nome più…semplice!

Veniamo a parlare del tuo primo cd ufficiale, “Il giorno del metronomo”. Perché questo titolo? Il titolo del disco prende spunto dal nome della prima ed ultima rock band mai esistita nel piccolo paese dove vivo ( Bagolino ndr). Suonavano negli anni Settanta. Quel nome oltre ad affascinarmi, figurava abbastanza bene la mia esperienza in studio. Sono riuscito a recuperare alcuni strumenti della band, passati nel tempo da una mano all’altra; una batteria Meazzi molto vecchia e bella, che ho usato nella registrazione del disco, e una testata e cassa per basso che suona ancora davvero bene.

Con quale criterio hai scelto le dieci tracce presenti? Dato che “Il giorno del metronomo” è nato come una serie di registrazioni che volevo tenere solo per me, credo non sia altro che una raccolta dei brani che mi sembravano più importanti, alcuni risalgono addirittura al 2003. La maggior parte dei brani sono nati in un periodo emotivamente buio, le emozioni negative sono quasi sempre le più forti ed è proprio in queste occasioni che di solito ho il desiderio più forte di imbracciare la chitarra. Ne è risultato un album dal carattere malinconico, a volte cupo, ma molto sincero.

Scrivi tu sia i testi sia le musiche? Sì, ma non arrivano mai insieme. La composizione parte sempre dalla musica, canto la linea vocale usando parole che spesso nemmeno esistono, poi, quasi sempre dopo molto tempo, arrivano i testi “veri”.

Toglimi una curiosità: quanto c’è di autobiografico nei tuoi pezzi? Penso che “Il giorno del metronomo” sia fin troppo autobiografico, in questo disco la maggior parte dei brani ha un carattere decisamente “intimista”, è un album che racchiude un sacco di episodi importanti.

Con quali aggettivi descriveresti il tuo stile musicale? Sembra che il mio “stile” stia cambiando col tempo, non sono certo io a doverlo giudicare ma in merito a questo disco credo di poterlo definire caldo, a tratti malinconico e abbastanza raffinato.

Gruppi e artisti di riferimento? Al primo posto vanno indubbiamente i Marlene Kuntz . Poi De André, Battisti, Mina senza nulla togliere a pilastri internazionali come Beatles, Rolling Stones, Doors, Clash, Radiohead, Nirvana, etc etc… Mi piace davvero di tutto anche se da qualche anno sto ascoltando principalmente materiale proveniente dall’underground italiano.

Com’è strutturato generalmente un tuo concerto? Solitamente io e miei musicisti cerchiamo di alternare i brani più “difficili” per il pubblico a quelli che, a parer mio e della band che mi accompagna, sono più immediati e catturano meglio l’attenzione. E’ difficilissimo saper giudicare i propri pezzi, fare una buona “scaletta” è determinante per il tipo di spettacolo che propongo, ma non è sempre facile!

Da chi è composta la tua band? Mi ritengo fortunatissimo da questo punto di vista, è appagante suonare con persone davvero valide sia a livello umano che musicale. Mi riferisco a Osman Meyredi (contrabbasso), Cristian Mondini (piano elettrico) e Giovanni Aimo (percussioni/spazzole).

So che stai attualmente lavorando al tuo secondo album...Qualche chicca in merito?
Posso dire che il prossimo album è già scritto!Siamo molto più vicini di quanto voglia far credere ma preferisco tenerlo “nascosto” ancora per un po’. Anch’esso sarà composto da dieci canzoni, forse ci saranno alcune collaborazioni con musicisti che stimo. In ogni caso faremo tutto con molta calma e sarà un disco abbastanza diverso, dal carattere sempre piuttosto intimista, ma meno malinconico. Nel frattempo comunque io e la band cerchiamo di continuare con i live, che sono indubbiamente la parte più appagante di questa esperienza.
 

10/11/2011   LIVE TO WIN di Andreas Carlsson     
 
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